Bilancio sociale

  • Premessa

    La Legge 106/2016 «Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale» ha assoggettato gli Enti del Terzo Settore ad «obblighi di trasparenza e di informazione, anche verso i terzi, attraverso forme di pubblicità dei bilanci e degli altri atti fondamentali dell'ente».
    In tal senso, il D. Lgs. 112/17 “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale, a norma dell'art. 2, comma 2, lettera c) della legge 6 giugno 2016, n. 106» prevede all'art. 9, comma 2 che le imprese sociali, ivi comprese le cooperative sociali e i loro consorzi, depositino presso il registro delle imprese e pubblichino nel proprio sito internet «il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tali Linee Guida, adottate con il DM del 4 Luglio 2019 ribadiscono l’obbligo, a partire dall’esercizio 2020, di redazione, deposito e pubblicazione cd. “bilancio sociale”, per le imprese sociali, incluse le cooperative sociali (imprese sociali di diritto).
    Riprendendo quanto riportato al §2 delle suddette Linee Guida, il bilancio sociale può essere definito come uno «strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un'organizzazione. Ciò al fine di offrire un'informativa strutturata e puntuale a tutti i soggetti interessati non ottenibile a mezzo della sola informazione economica contenuta nel bilancio di esercizio».
    La locuzione «rendicontazione delle responsabilità dei comportamenti e dei risultati sociali ambientali ed economici» può essere sintetizzata utilizzando il termine anglosassone di «Accountability». Tale termine comprende e presuppone oltre ai concetti di responsabilità quelli di «trasparenza» e «compliance»; la prima intesa come accesso alle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, fra cui gli indicatori gestionali e la predisposizione del bilancio e di strumenti di comunicazione volti a rendere visibili decisioni, attività e risultati. La seconda si riferisce al rispetto delle norme sia come garanzia della legittimità dell'azione sia come adeguamento dell'azione agli standard stabiliti da leggi, regolamenti, linee guida etiche o codici di condotta.
    Da tale definizione derivano quantomeno un paio di implicazioni:
    • la necessità di fornire informazioni ulteriori rispetto a quelle meramente economiche e finanziarie;
    • la possibilità data ai soggetti interessati, attraverso il bilancio sociale, di facilitare la conoscenza rispetto al valore generato dall'organizzazione ed effettuare così delle comparazioni nel tempo dei risultati conseguiti.
    In questo modo il bilancio sociale si propone di:
    o fornire ai portatori di interesse (stakeholders) un quadro complessivo delle attività, della loro natura e dei risultati/effetti dell'organizzazione;
    o aprire un processo interattivo di comunicazione sociale;
    o favorire processi partecipativi interni ed esterni all'organizzazione;
    o fornire informazioni utili sulla qualità delle attività dell'ente per ampliare e migliorare le conoscenze e le possibilità di valutazione e di scelta degli stakeholders;
    o dare conto dell'identità e del sistema di valori di riferimento assunti dall'ente e della loro declinazione nelle scelte strategiche, nei comportamenti gestionali, nei loro risultati ed effetti;
    o fornire informazioni sul bilanciamento tra le aspettative degli stakeholders e gli impegni assunti nei loro confronti;
    o rendere conto del grado di adempimento degli impegni in questione;
    o esporre gli obiettivi di miglioramento che l'ente si impegna a perseguire;
    o fornire indicazioni sulle interazioni tra l'ente e l'ambiente nel quale esso opera;
    o rappresentare il «valore aggiunto» generato dalle attività dell’organizzazione.
    In quest’ottica le Linee Guida a cui il presente elaborato si conforma, stabiliscono che i principi di redazione del bilancio sociale devono necessariamente attenersi ai principi di:
    i. Rilevanza: nel bilancio sociale devono essere riportate solo le informazioni rilevanti per la comprensione della situazione e dell'andamento dell'ente e degli impatti economici, sociali e ambientali della sua attività, o che comunque potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholders; eventuali esclusioni o limitazioni delle attività rendicontate devono essere motivate;
    ii. Completezza: occorre identificare i principali stakeholders che influenzano e/o sono influenzati dall'organizzazione e inserire tutte le informazioni ritenute utili per consentire a tali stakeholders di valutare i risultati sociali, economici e ambientali dell'ente;
    iii. Trasparenza: occorre rendere chiaro il procedimento logico seguito per rilevare e classificare le informazioni;
    iv. Neutralità: le informazioni devono essere rappresentate in maniera imparziale, indipendente da interessi di parte e completa, riguardare gli aspetti sia positivi che negativi della gestione senza distorsioni volte al soddisfacimento dell'interesse degli amministratori o di una categoria di portatori di interesse;
    v. Competenza di periodo: le attività e i risultati sociali rendicontati devono essere quelle/i svoltesi / manifestatisi nell'anno di riferimento;
    vi. Comparabilità: l'esposizione deve rendere possibile il confronto sia temporale (cambiamenti nel tempo dello stesso ente) sia - per quanto possibile - spaziale (presenza di altre organizzazioni con caratteristiche simili o operanti nel medesimo/analogo settore e/o con medie di settore);
    vii. Chiarezza: le informazioni devono essere esposte in maniera chiara e comprensibile per il linguaggio usato, accessibile anche a lettori non esperti o privi di particolare competenza tecnica;
    viii. Veridicità e verificabilità: i dati riportati devono far riferimento alle fonti informative utilizzate;
    ix. Attendibilità: i dati positivi riportati devono essere forniti in maniera oggettiva e non sovrastimata; analogamente i dati negativi e i rischi connessi non devono essere sottostimati; gli effetti incerti non devono essere inoltre prematuramente documentati come certi;
    x. Autonomia delle terze parti: ove terze parti siano incaricate di trattare specifici aspetti del bilancio sociale ovvero di garantire la qualità del processo o formulare valutazioni o commenti, deve essere loro richiesta e garantita la più completa autonomia e indipendenza di giudizio. Valutazioni, giudizi e commenti di terze parti possono formare oggetto di apposito allegato.

  • Metodologia

    Metodologia adottata per la redazione del bilancio sociale: eventuali standard di rendicontazione utilizzati; cambiamenti significativi di perimetro o metodi di misurazione rispetto al precedente periodo di rendicontazione; altre informazioni utili a comprendere il processo e la metodologia di rendicontazione.

  • Riferimenti teorici e metodologici

    Il Bilancio Sociale di Alea S.C.S. è stato redatto anche sulla base di alcuni presupposti teorici richiamati dalla cd. “Stakeholder Theory” (Teoria dei “Portatori di Interesse” – cfr. es: Freeman R. E. (1984), Strategic Management. A Stakeholder Approach, Boston, Pitman; Sacconi L. (2007), Teorie etico-normative degli stakeholder: un esame critico e l'alternativa contrattualista, in E. R. Freeman, G. Rusconi e M. Dorigatti (a cura di), Teoria degli Stakeholder, Milano, FrancoAngeli, pp. 337-380), la quale considera l’organizzazione come un sistema aperto che risponde ad una pluralità di soggetti, interni ed esterni, portatori di interessi verso l’organizzazione stessa, verso i quali ha il dovere di rispettare e perseguire le istanze.
    Applicare tale approccio teorico (cd. multi-stakeholder) nel processo di rendicontazione sociale significa coinvolgere in qualche forma e grado i diversi portatori d’interesse dell’organizzazione, in primis di coloro che si collocano nella cerchia più interna (es: soci, lavoratori, volontari, ecc.), senza comunque tralasciare i soggetti esterni all’organizzazione.
    Tale lavoro richiede innanzitutto uno sforzo di coloro che operano per l’organizzazione stessa e, non marginalmente, il coinvolgimento delle principali categorie di stakeholders. Un impegno che, in primo luogo, è inevitabilmente culturale in quanto implica una predisposizione a considerare il significato del proprio operare in una visione più ampia, volta a riconoscere l’importanza di restituire un’immagine collettiva
    dell’organizzazione in termini di risultati ed effetti raggiunti nei confronti dei beneficiari delle attività e, ove possibile, degli impatti generati presso la comunità di riferimento.
    In secondo luogo, il processo di rendicontazione sociale ha inoltre il pregio di far acquisire maggior consapevolezza dei valori di fondo, degli obiettivi e delle modalità con cui questi sono quotidianamente tradotti in azioni concrete. Attraverso questa consapevolezza è infatti possibile orientare le decisioni e le scelte dell’organizzazione in modo tale che i risultati e gli effetti perseguiti siano coerenti con gli obiettivi e i valori condivisi e forieri di reale impatto nel contesto e nelle comunità di riferimento. In tal senso, la rendicontazione sociale riveste una valenza strategica in quanto possibile rappresentazione del valore aggiunto generato dalle attività dell’organizzazione, anche tramite l’integrazione di informazioni e dati di carattere quantitativo con altre di stampo qualitativo.
    La necessità di tale approccio teorico, al fine di evitare una logica puramente burocratica ed adempitiva, trova conferma sulla base delle seguenti ulteriori considerazioni:
    - un’attività di rendicontazione sociale non può non inserirsi nell’ambito di un sistema organico di valutazione della qualità dei servizi/prodotti offerti;
    - la natura relazionale dei servizi alla persona e indirettamente alla comunità di riferimento richiede un sistema di valutazione finalizzato alla costruzione consensuale di un concetto di qualità multidimensionale e multistakeholder.
    Definire quindi la qualità dei servizi/attività oggetto di rendicontazione si rivela un processo complesso chiamato a elaborare criteri di valutazione in grado di rappresentarne la natura multidimensionale mediante il necessario coinvolgimento dei diversi attori del sistema.
    La consapevolezza della complessità di tale processo partecipativo e di coinvolgimento impone un approccio di graduale miglioramento continuo nei processi e strumenti di rendicontazione, accettando in tal senso che le prime versioni dei documenti di rendicontazione possano essere oggetto di miglioramento sia contenutistico che metodologico.
    In tale processo di miglioramento dell’attività di rendicontazione sociale, sempre al fine di superare logiche puramente adempitive dell’ennesimo obbligo normativo, si evidenzia l’opportunità, se non la necessità, di un approccio integrato che sappia far convergere e valorizzare tutte le esperienze acquisite in tema di valutazione e rendicontazione: processi esistenti di redazione di bilancio sociale, processi di accreditamento e certificazione, ecc.
    La consapevolezza dei suddetti elementi di complessità, oltre alle suddette condizioni di “gradualità” ed “integrazione”, impone lo studio, l’assimilazione e l’applicazione di riferimenti teorici e metodologici nell’ambito della valutazione della qualità dei servizi alla persona: si rinvia in tal senso in modo particolare a Bertin G. (2007), Governance e valutazione della qualità nei servizi socio-sanitari, FrancoAngeli, Milano, Bertin G. (2011), Con-sensus method. Ricerca sociale e costruzione di senso, FrancoAngeli, Milano – nonché ai relativi riferimenti bibliografici.
    Si ritiene che i suddetti riferimenti offrano una cornice generale teorica e metodologica in grado di orientare la presente proposta di “modello di bilancio sociale” per enti del terzo settore (con particolare riferimento alla qualifica di “impresa sociale”) garantendo gli elementi di coerenza con i seguenti documenti o linee guida di riferimento in tema di rendicontazione sociale degli enti del terzo settore, tra cui, a titolo non esaustivo:
    - Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 4 Luglio 2019 “Adozione delle Linee Guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo Settore”.
    - Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali 23 Luglio 2019 “Linee Guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell'impatto sociale delle attività svolte dagli enti del terzo settore”.
    - Delibera delle Giunta Regionale del Veneto n° 815/2020 “Individuazione di uno schema tipo di bilancio sociale per le cooperative sociali e i loro consorzi con sede legale nella Regione del Veneto in attuazione dell'art. 4 bis della legge regionale 3 novembre 2006, n. 23 e ss.mm.ii.".
    - Documento di Ricerca n° 17 del GBS (Gruppo Bilancio Sociale) “Rendicontazione sociale nel non profit e riforma del terzo settore”.
    ATTIVITA’
    Sulla base dei suddetti riferimenti teorici ed applicativi, considerata la non infrequente confusione terminologica, si ritiene inoltre necessario evidenziare che nella presente edizione del Bilancio Sociale, specie nella redazione del §5 “Obiettivi e Attività”, si sono operate le seguenti scelte semantiche e di glossario:
    - ATTIVITA’: progetti/servizi realizzati dall’organizzazione
    Sono esempi in tal senso di “attività” le unità di offerta/servizi/progetti gestiti dall’organizzazione (es. servizio residenziale, servizio semiresidenziale, servizio di assistenza domiciliare, servizio di inserimento lavorativo, progetto di sviluppo di comunità, ecc.). Le singole attività possono appartenere ad ambiti omogenei che vanno a costituire anche “aree/ambiti di attività” dell’organizzazione. Tale significato del termine “attività” consente una correlazione con l’utilizzo dello stesso termine nell’ambito delle classificazioni nazionali (Istat, Ateco, ecc.), della nomenclatura delle AIG (Attività di Interesse Generale) del Codice del Terzo Settore, nonché una loro riconduzione a classificazioni e/o obiettivi adottati a livello nazionale ed internazionale (es. connessione con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile).
    - Classificazione degli elementi/item costitutivi il profilo di qualità dell’”ATTIVITA”:
    Si propone l’aggregazione degli elementi/items secondo il modello di Show (1986), come ripreso in Donabedian (2005) e Bertin (2007 - op. cit. pag. 104) che scompone il processo di produzione di un’organizzazione in input, processo, output, outcome, agganciandolo allo schema definitorio espresso nel documento di ricerca n° 17 del GBS (cfr. pg. 57). In tal senso:
    - INPUT: risorsa (o insieme delle risorse) utilizzate per realizzare un’attività
    - PROCESSO: modalità, metodologie, strumenti attraverso cui vengono impiegati gli input
    - RISULTATO: output/prodotto immediato e osservabile dell’attività
    - EFFETTO: outcome/esito: cambiamento generato sullo stato dei beneficiari delle attività
    - IMPATTO: cambiamento generato sul contesto in generale

     

  • Il percorso di costruzione del Bilancio Sociale

    Operativamente, per la redazione di questo documento è stato costituito uno specifico gruppo di lavoro, sufficientemente rappresentativo dell’organizzazione e di alcuni portatori di interesse, specialmente interni. Le fasi attraverso cui si è giunti alla redazione, approvazione e pubblicazione del presente bilancio sono state:

     

  • Informazioni generali sull'ente

  • Struttura, governo e amministrazione

    MAPPATURA DEI PRINCIPALI STAKEHOLDER E LORO COINVOLGIMENTO

    Ai fini di mappare i principali stakeholders di Alea S.C.S. e il loro grado di coinvolgimento, si è partiti da quanto previsto dalle linee guida e lo si è applicato considerando quando suggerito da:
    • documento di ricerca n° 10 “la rendicontazione sociale per le aziende non profit” del GBS (gruppo bilancio sociale) in merito all’individuazione degli stakeholder delle aziende non-profit [cfr. § 5]
    • documento di ricerca n° 17 “rendicontazione sociale nel non profit e riforma del terzo settore” del GBS (gruppo bilancio sociale) in merito alla mappatura degli stakeholder, attribuendo un valore ai criteri di “rilevanza” e “reattività” utilizzando una scala di valutazione qualitativa (basso, medio, alto). si precisa che:
    o il criterio di “rilevanza” mira a valutare la potenziale influenza/potere esercitata da un particolare stakeholder nei confronti delle decisioni dell’organizzazione;
    o il criterio di “reattività” mira a valutare il grado/velocità con cui con un particolare stakeholder modifica il suo comportamento-atteggiamento nei confronti dell’organizzazione in ragione di determinati avvenimenti positivi o negativi.
    Per quanto concerne il dettaglio relativo al grado di coinvolgimento degli stakeholder così individuati, si è utilizzato un criterio di misurazione suddiviso in 4 step/modalità:
    • ascolto: inteso come modalità di comunicazione a senso univoco il cui obiettivo è la raccolta di informazioni;
    • consultazione/dialogo: inteso come modalità di discussione/confronto, in cui l’organizzazione abilita lo stakeholder a ideare soluzioni comuni;
    • collaborazione: intesa come modalità in cui lo stakeholder funge da partner/supporto, anche informale, su progetti condivisi;
    • partecipazione: intesa come modalità in cui lo stakeholder diventa parte del processo decisionale dell’organizzazione in modo strutturato e organico.

  • Persone che operano per l'Ente

  • Obiettivi e attività

  • Situazione economico finanziaria

  • Altre informazioni

    Il sottoscritto, Frigo Gianni, nato a Santorso (VI) il 08/04/1954 dichiara, consapevole delle responsabilità penali previste ex art. 76 del D.P.R. 445/2000 in caso di falsa o mendace dichiarazione resa ai sensi dell'art. 47 del medesimo decreto, che il presente documento è stato prodotto mediante scansione ottica dell'originale analogico e che ha effettuato con esito positivo il raffronto tra lo stesso e il documento originale ai sensi dell'art. 4 del D.P.C.M. 13 novembre 2014.

    Schio, 28/05/2021 - Il legale rappresentante FRIGO GIANNI

 

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